Cappelle Medicee
Cappelle Medicee
luogo d'arte
Piazza di Madonna degli Aldobrandini, 50123 Firenze, Italia
Mostra su mappa
E’ il Mausoleo della Dinastia medicea. Questo complesso, la cui edificazione si protrasse nei secoli, fu realizzato a immagine della grandiosità del Casato e si articola in più spazi ben distinti tra loro. Dall’oscura cripta, suggestivo sepolcreto dove si trova anche il tesoro di San Lorenzo, si sale all’imponente Cappella dei Principi, edificata fra Sei e Settecento (Nigetti, Ruggeri): un vasto ambiente a pianta ottagonale sontuosamente rivestito dai cosiddetti Commessi di pietre dure (intarsi di marmi, granito, porfido, quarzo, lapislazzuli etc.) realizzati dal celebre Opificio fondato nel 1588. Nelle nicchie laterali dominano i sarcofagi dei Granduchi Medicei, sovrastati dai rispettivi nomi e, solo in due casi, dalle ieratiche statue bronzee. Adiacente, si apre la più piccola – ma certo artisticamente più importante – Sagrestia Nuova di Michelangelo, in rapporto a quella “Vecchia” che Brunelleschi aveva realizzato circa un secolo prima. Interamente concepita dal grande artista, questo spazio proto-manierista, in cui scultura e architettura si fondono mirabilmente, si rivela denso di simbologie, sottintendendo profonde meditazioni sul tempo, la vita, la morte. Michelangelo vi lavorò per ben quattordici anni, che coincisero in parte con i drammatici eventi dell’assedio del 1530. Interamente sue le tombe di Giuliano Duca di Nemours e Lorenzo Duca di Urbino (con le rispettive, celebri statue allegoriche del Giorno e della Notte, del Crepuscolo e dell’Aurora); nell’incompiuta tomba di Lorenzo il Magnifico e Giuliano de’ Medici, fra i Santi Cosma e Damiano protettori del casato, opere di allievi, la bellissima Madonna con bambino è opera autografa del Maestro.
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Piazza di Madonna degli Aldobrandini, 50123 Firenze, Italia
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E’ il Mausoleo della Dinastia medicea. Questo complesso, la cui edificazione si protrasse nei secoli, fu realizzato a immagine della grandiosità del Casato e si articola in più spazi ben distinti tra loro. Dall’oscura cripta, suggestivo sepolcreto dove si trova anche il tesoro di San Lorenzo, si sale all’imponente Cappella dei Principi, edificata fra Sei e Settecento (Nigetti, Ruggeri): un vasto ambiente a pianta ottagonale sontuosamente rivestito dai cosiddetti Commessi di pietre dure (intarsi di marmi, granito, porfido, quarzo, lapislazzuli etc.) realizzati dal celebre Opificio fondato nel 1588. Nelle nicchie laterali dominano i sarcofagi dei Granduchi Medicei, sovrastati dai rispettivi nomi e, solo in due casi, dalle ieratiche statue bronzee. Adiacente, si apre la più piccola – ma certo artisticamente più importante – Sagrestia Nuova di Michelangelo, in rapporto a quella “Vecchia” che Brunelleschi aveva realizzato circa un secolo prima. Interamente concepita dal grande artista, questo spazio proto-manierista, in cui scultura e architettura si fondono mirabilmente, si rivela denso di simbologie, sottintendendo profonde meditazioni sul tempo, la vita, la morte. Michelangelo vi lavorò per ben quattordici anni, che coincisero in parte con i drammatici eventi dell’assedio del 1530. Interamente sue le tombe di Giuliano Duca di Nemours e Lorenzo Duca di Urbino (con le rispettive, celebri statue allegoriche del Giorno e della Notte, del Crepuscolo e dell’Aurora); nell’incompiuta tomba di Lorenzo il Magnifico e Giuliano de’ Medici, fra i Santi Cosma e Damiano protettori del casato, opere di allievi, la bellissima Madonna con bambino è opera autografa del Maestro.

