Chiesa della SS. Annunziata
Chiesa della SS. Annunziata
luogo d'arte
Piazza della Santissima Annunziata, 50121 Firenze, Italia
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Dal 1250 L’ordine dei Servi di Maria è titolare di questa Chiesa il cui prospetto costituisce uno dei lati della scenografica omonima piazza. Precede l’ingresso il chiostrino dei voti (così detto in riferimento agli ex-voto dei fedeli che vi venivano esposti), autentica antologia della pittura fiorentina fra secondo ‘400 e primo Manierismo: la maggior parte delle lunette è di Andrea del Sarto, ma vi figurano anche Pontormo e Rosso. L’interno, riccamente decorato fra XVII e XVIII secolo, conserva preziose opere di Andrea del Castagno, Bronzino e dello stesso Andrea del Sarto, che in questo complesso è sepolto insieme ad altri artisti (Pontormo, Giambologna, Cellini e altri). L’ampia tribuna con cappelle radiali fu concepita da Michelozzo e terminata dall’Alberti nel 1477; ma è in controfacciata che si trova l’opera, racchiusa da un tempietto michelozziano, che ha dato origine alla fama di questa chiesa: il veneratissimo affresco trecentesco (?) raffigurante l’Annunciazione, legato ad una nota leggenda (si narra che il pittore, frate Bartolomeo, incapace di dipingere il volto della Vergine, una volta addormentatosi trovasse poi, al suo risveglio, l’affresco miracolosamente completato).
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Piazza della Santissima Annunziata, 50121 Firenze, Italia
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Dal 1250 L’ordine dei Servi di Maria è titolare di questa Chiesa il cui prospetto costituisce uno dei lati della scenografica omonima piazza. Precede l’ingresso il chiostrino dei voti (così detto in riferimento agli ex-voto dei fedeli che vi venivano esposti), autentica antologia della pittura fiorentina fra secondo ‘400 e primo Manierismo: la maggior parte delle lunette è di Andrea del Sarto, ma vi figurano anche Pontormo e Rosso. L’interno, riccamente decorato fra XVII e XVIII secolo, conserva preziose opere di Andrea del Castagno, Bronzino e dello stesso Andrea del Sarto, che in questo complesso è sepolto insieme ad altri artisti (Pontormo, Giambologna, Cellini e altri). L’ampia tribuna con cappelle radiali fu concepita da Michelozzo e terminata dall’Alberti nel 1477; ma è in controfacciata che si trova l’opera, racchiusa da un tempietto michelozziano, che ha dato origine alla fama di questa chiesa: il veneratissimo affresco trecentesco (?) raffigurante l’Annunciazione, legato ad una nota leggenda (si narra che il pittore, frate Bartolomeo, incapace di dipingere il volto della Vergine, una volta addormentatosi trovasse poi, al suo risveglio, l’affresco miracolosamente completato).

