Chiesa di Santa Croce
Chiesa di Santa Croce
luogo d'arte
Piazza di Santa Croce, 50122 Firenze, Italia
Mostra su mappa
E’ la più grande Chiesa Francescana del mondo, scrigno di innumerevoli capolavori. Ad Arnolfo di Cambio (1296) si deve il progetto di questa chiesa che sarebbe divenuta famosa, nei secoli, soprattutto a causa dei suoi sepolcri illustri (Michelangelo, Ghiberti, Galileo, Machiavelli, Alfieri, Rossini, Foscolo), tanto da guadagnare l’appellativo di “Pantheon delle glorie italiane”. Oltrepassata la facciata ottocentesca, dalla neo-gotica policromia marmorea, si ammira il superbo interno a tre navate, scandite da una serie di arcate gotiche, con soffitto centrale a capriate. Oltre 200 sono le tombe terragne disseminate ovunque, mentre le più celebri si allineano lungo le navate laterali, intervallate dai cinquecenteschi altari vasariani. Capolavori rinascimentali sono le tombe di Leonardo Bruni (B. Rossellino), di Carlo Marsuppini (Desiderio da Settignano) e il Pulpito di Benedetto da Maiano; la Chiesa conserva, inoltre, due splendide sculture di Donatello: l’Annunciazione in pietra serena e il Crocifisso ligneo legato al noto aneddoto vasariano, pendant di quello brunelleschiano a S. Maria Novella. Nel transetto, le Cappelle Bardi (storie di S. Francesco d’Assisi) e Peruzzi (Storie di S. Giovanni Evangelista e S. Giovanni Battista) furono affrescate in piena maturità stilistica dal padre della pittura italiana, Giotto, mentre le altre da allievi e seguaci (Taddeo Gaddi, Maso di Banco, Bernardo Daddi); la Cappella Maggiore, istoriata con episodi della Leggenda della vera Croce, è opera di Agnolo Gaddi. Nella suggestiva Sagrestia, corredata di armadi quattrocenteschi intarsiati, si trova la Cappella Rinuccini affrescata da Giovanni da Milano.
luogo d'arte
Piazza di Santa Croce, 50122 Firenze, Italia
Mostra su mappa
E’ la più grande Chiesa Francescana del mondo, scrigno di innumerevoli capolavori. Ad Arnolfo di Cambio (1296) si deve il progetto di questa chiesa che sarebbe divenuta famosa, nei secoli, soprattutto a causa dei suoi sepolcri illustri (Michelangelo, Ghiberti, Galileo, Machiavelli, Alfieri, Rossini, Foscolo), tanto da guadagnare l’appellativo di “Pantheon delle glorie italiane”. Oltrepassata la facciata ottocentesca, dalla neo-gotica policromia marmorea, si ammira il superbo interno a tre navate, scandite da una serie di arcate gotiche, con soffitto centrale a capriate. Oltre 200 sono le tombe terragne disseminate ovunque, mentre le più celebri si allineano lungo le navate laterali, intervallate dai cinquecenteschi altari vasariani. Capolavori rinascimentali sono le tombe di Leonardo Bruni (B. Rossellino), di Carlo Marsuppini (Desiderio da Settignano) e il Pulpito di Benedetto da Maiano; la Chiesa conserva, inoltre, due splendide sculture di Donatello: l’Annunciazione in pietra serena e il Crocifisso ligneo legato al noto aneddoto vasariano, pendant di quello brunelleschiano a S. Maria Novella. Nel transetto, le Cappelle Bardi (storie di S. Francesco d’Assisi) e Peruzzi (Storie di S. Giovanni Evangelista e S. Giovanni Battista) furono affrescate in piena maturità stilistica dal padre della pittura italiana, Giotto, mentre le altre da allievi e seguaci (Taddeo Gaddi, Maso di Banco, Bernardo Daddi); la Cappella Maggiore, istoriata con episodi della Leggenda della vera Croce, è opera di Agnolo Gaddi. Nella suggestiva Sagrestia, corredata di armadi quattrocenteschi intarsiati, si trova la Cappella Rinuccini affrescata da Giovanni da Milano.

