Giardino di Boboli - Palazzo Pitti
Giardino di Boboli - Palazzo Pitti
musei
Piazza de' Pitti, 1, 50125 Firenze, Italia
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Alle spalle di Palazzo Pitti si estende uno fra i più suggestivi e vasti (45 mila metri quadri) giardini al mondo: il Giardino di Boboli. Fu iniziato nel 1550 su disegno del Tribolo, creatore del giardino all’italiana, quando Eleonora di Toledo e Cosimo I acquistarono il palazzo; venne poi progressivamente ampliato e trasformato dai numerosi architetti che si avvicendarono nel corso dei secoli (Vasari, Ammannati, Buontalenti, A. e G. Parigi, Zanobi del Rosso, Paoletti, Poccianti). L’anfiteatro in muratura settecentesco, con al centro l’obelisco egizio, fu cornice di celebri spettacoli in passato e costituisce, oltre a un ideale prolungamento del cortile del Palazzo, un ideale punto di partenza per i vari itinerari lungo i numerosi viali e vialetti alberati, spesso adornati da statue antiche o cinque-seicentesche. Molti sono i grandi bacini (Fontana del Forcone, col Nettuno di S. Lorenzi; Piazzale dell’Isolotto, con al centro l’Oceano del Giambologna). Altrettante le grotte, fra le quali spicca quella manieristica del Buontalenti, con sculture del Giambologna, nonché copie dei Prigioni di Michelangelo. Nel periodo sette-ottocentesco si susseguirono alcuni interventi che comportarono la creazione di ampi viali carrozzabili (con la conseguente distruzione dell’antico Labirinto e il mutamento dell’area destinata alla cacciagione) e l’aggiunta di alcune strutture architettoniche: Kaffehaus, Limonaia, Palazzina della Meridiana (sede del Museo del Costume) Casino del Cavaliere (sede del Museo delle Porcellane). La notevole varietà di piante, unita alla straordinaria ricchezza di sculture, quinte architettoniche, scorci sulla città e i dintorni, costituisce un’esperienza unica per lo spirito e per i sensi.
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Piazza de' Pitti, 1, 50125 Firenze, Italia
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Alle spalle di Palazzo Pitti si estende uno fra i più suggestivi e vasti (45 mila metri quadri) giardini al mondo: il Giardino di Boboli. Fu iniziato nel 1550 su disegno del Tribolo, creatore del giardino all’italiana, quando Eleonora di Toledo e Cosimo I acquistarono il palazzo; venne poi progressivamente ampliato e trasformato dai numerosi architetti che si avvicendarono nel corso dei secoli (Vasari, Ammannati, Buontalenti, A. e G. Parigi, Zanobi del Rosso, Paoletti, Poccianti). L’anfiteatro in muratura settecentesco, con al centro l’obelisco egizio, fu cornice di celebri spettacoli in passato e costituisce, oltre a un ideale prolungamento del cortile del Palazzo, un ideale punto di partenza per i vari itinerari lungo i numerosi viali e vialetti alberati, spesso adornati da statue antiche o cinque-seicentesche. Molti sono i grandi bacini (Fontana del Forcone, col Nettuno di S. Lorenzi; Piazzale dell’Isolotto, con al centro l’Oceano del Giambologna). Altrettante le grotte, fra le quali spicca quella manieristica del Buontalenti, con sculture del Giambologna, nonché copie dei Prigioni di Michelangelo. Nel periodo sette-ottocentesco si susseguirono alcuni interventi che comportarono la creazione di ampi viali carrozzabili (con la conseguente distruzione dell’antico Labirinto e il mutamento dell’area destinata alla cacciagione) e l’aggiunta di alcune strutture architettoniche: Kaffehaus, Limonaia, Palazzina della Meridiana (sede del Museo del Costume) Casino del Cavaliere (sede del Museo delle Porcellane). La notevole varietà di piante, unita alla straordinaria ricchezza di sculture, quinte architettoniche, scorci sulla città e i dintorni, costituisce un’esperienza unica per lo spirito e per i sensi.

