Museo delle Carrozze - Palazzo Pitti
Museo delle Carrozze - Palazzo Pitti
musei
Piazza de' Pitti, 1, 50125 Firenze, Italia
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Ospitato temporaneamente nelle sale del Rondò meridionale di Palazzo Pitti, il museo, visitabile su appuntamento, conserva raffinati esemplari di carrozze in uso alla corte lorenese e sabauda tra Sette e Ottocento. Dell'esemplare più antico, una coupè da passeggio di città di elegante fattura rocaille, databile alla metà del Settecento, si conosce il nome del primitivo proprietario Michele Asmundo, nobile e raffinato principe siciliano. Grande amante delle carrozze, Ferdinando III di Lorena commissionò al suo rientro dall'esilio (1816 - 1818) sei sfarzose berline per sè e per i dignitari della sua corte. Il museo conserva tre di queste carrozze, fra cui la più importante è quella del Granduca in persona. Più antica è la portantina documentata al 1793, fatta eseguire da Ferdinando III per la moglie la Granduchessa Maria Luisa di Borbone. Ma il pezzo più importante del Museo è la carrozza d'argento che sembra uscita da una favola antica, appartenuta ai primi dell'Ottocento al re di Napoli Ferdinando II di Borbone, e poi condotta Firenze dai Savoia, che vi aggiunsero il loro stemma quale segno del nuovo possesso.
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Ospitato temporaneamente nelle sale del Rondò meridionale di Palazzo Pitti, il museo, visitabile su appuntamento, conserva raffinati esemplari di carrozze in uso alla corte lorenese e sabauda tra Sette e Ottocento. Dell'esemplare più antico, una coupè da passeggio di città di elegante fattura rocaille, databile alla metà del Settecento, si conosce il nome del primitivo proprietario Michele Asmundo, nobile e raffinato principe siciliano. Grande amante delle carrozze, Ferdinando III di Lorena commissionò al suo rientro dall'esilio (1816 - 1818) sei sfarzose berline per sè e per i dignitari della sua corte. Il museo conserva tre di queste carrozze, fra cui la più importante è quella del Granduca in persona. Più antica è la portantina documentata al 1793, fatta eseguire da Ferdinando III per la moglie la Granduchessa Maria Luisa di Borbone. Ma il pezzo più importante del Museo è la carrozza d'argento che sembra uscita da una favola antica, appartenuta ai primi dell'Ottocento al re di Napoli Ferdinando II di Borbone, e poi condotta Firenze dai Savoia, che vi aggiunsero il loro stemma quale segno del nuovo possesso.

